venerdi sera gruppo di ricerca medianica e spiritismo
Quelli che sono morti non se ne sono mai andati sono nell’ombra che si rischiara e nell’ombra che si ispessisce I morti non sono sotto la terra sono nell’albero che stormisce, sono nel bosco che geme, sono nella dimora, sono nella folla Ascolta più spesso la voce del fuoco, odi la voce dell’acqua ascolta nel vento del cespuglio i singhiozzi è il soffio degli antenati I morti non sono sotto la terra, sono nel seno della donna. sono nel bimbo che vagisce sono nel fuoco che si spegne
29 maggio 2012
Il timore, la paura, il dubbio......per ciò che mi riguarda già ve ne parlai.
Il mio timore riguardo all'essere solo, scacciato da quello che è il paradiso terrestre attraverso un peccato grande. Io sono sicuro, sono certo che nel momento in cui avrò espresso libero arbitrio e avrò dato forma alla mia incarnazione, io subirò il giogo della dualità, il timore di essere riconosciuto per quello che sono, il timore di trovarmi solo, distante dagli altri, isolato, contraddetto, non capito, non riconosciuto.
Ma è indispensabile accettare questo destino, la dualità ha uno scopo ben preciso: è misurare. È provocare, è creare quel movimento che – come già vi dissi – è volano, è motore, è alimento di ciò che è la creazione. Essere soli vuol dire sentirsi diversi, sentirsi estranei, isolati; essere soli vuol dire essere allo sbando, privi della protezione, privi della certezza.
Ad arte l'uomo ha dato forma, ha reso questa giusta dualità spettro terribile. L'uomo incarnato, l'individuo, è solo perché tale è la condizione dell'individuo e attraverso questa solitudine passa alla costruzione che porta al raggiungimento di quello che è il riconoscimento, a quella che è la certezza che offrirà il superamento dell'individualità. Cederà quel valore grande che ha portato alla prima scelta, la possibilità di decidere per sé ponendosi in quella condizione di solitudine che permette all'uomo di non subire vincolo.
Il timore, la paura è credere che esista l'altro, il diverso, e che questa diversità possa ferire, costringere, privare. Io credo che una grande domanda per ciò che voi siete e per ciò che è questo cerchio riguarda il diverso, riguarda il male, riguarda il bene.
Cercare di sondare, scavare per cogliere misura, traccia dentro di voi; fintanto che rimarranno solide e reali quelle grandi statue, quegli idoli che sono Dio e il Demonio, che sono il bene e il male l'uomo rimarrà solo e con il timore di non trovare scampo a questa solitudine.
Sentire il giogo, sentire il peso di quegli idoli che agiscono, che prevaricano, che costringono.......sono in difficoltà ancora a parlare, a dire queste cose....ma così sia................
L'ingiustizia, il dolore, la Natura che si ribella, la catastrofe, la strage gratuita...a chi hanno da essere imputate?
È forse l'Essere Unico che ha dato forma ed azione a queste forze che stordiscono l'uomo, lo rendono vulnerabile, impotente, incapace oppure è l'uomo o la stessa Creazione che malignamente agiscono, feriscono, creano dolore, morte...sofferenza? Può la Natura esprimere libero arbitrio, può volere, può decidere? Quello che è il Movimento, il ciclo della Natura può essere stravolto, costretto ad arte affinché possa devastare, portare sofferenza? Esiste dietro tutto ciò una volontà e questa volontà appartiene al Divino oppure alla Natura stessa? La natura ha le caratteristiche dell'individualità dell'uomo, ha possibilità di scegliere, di volere?
Sono a disagio a parlare di queste cose, ma sono tali, sono vere, sono energia che trascina, che spinge.
Può l'uomo, attraverso il suo essere divino chetare e armonizzare...può l'uomo nella sua possibilità incarnata agire, dare motivo...può Dio, l'Essere Unico, volere il male? Può Dio, l'Essere Unico, divenire demonio, maligno...o è l'uomo attraverso la sua possibilità a concretizzare, materializzare?
Io credo che a questa domanda si debba trovare risposta, io credo che a questa domanda ci sia una risposta.
L'uomo nella sua incarnazione detiene preciso diritto, qualità eccelsa, unica testimonianza, possibilità...l'uomo è il centro della Creazione? Attorno a lui tutto quanto.............sono a disagio...non mi appartiene.........................................................................................................
Quale responsabilità compete al singolo individuo in merito ai disturbi, agli strappi che graffiano, squarciano la Creazione, l'Architettura, l'Opera Sublime............................................................
E' forse il timore, l'irrigidirsi della bolla che creano massa e possibilità all'urto, allo scuotere, al detonare, al gridare della Natura, alla manifestazione della sofferenza, al dolore gratuito...è forse l'irrigidirsi della bolla che crea massa detonante, è forse la paura, il timore, che creano interruzioni, varchi..è forse l'incapacità di capire, la paura di essere abbandonati, la fragilità e la vulnerabilità...
16 maggio 2012
undici maggio 2012
Questa sera tornerò qualche passo indietro, per voi più che per me.
Parlerò dello spiritismo che fu la molla, che fu davvero l'inizio, il concretizzare della vostra ricerca, il bisogno di andare aldilà di quella che era la dimensione fisica e il limite che veniva riconosciuto nella morte; il bisogno di andare a comunicare con chi era vissuto, con chi poteva - aldilà di quella porta, aldilà di quella soglia che è la morte fisica – comunicare ancora affermando presenza, a confermare che dopo la morte fisica esisteva una dimensione in cui l'uomo che aveva vissuto poteva testimoniare ancora la propria presenza.
È stato l'inizio, ripeto, il bisogno di solidificare, il bisogno di concretizzare una dimensione nella quale l'uomo ancora viveva dopo sua la morte fisica. È stato piacevole, credo, trovare persone, amici, parenti, trovare le loro parole di conforto a rassicurare, a tranquillizzare, a chetare il dolore testimoniando una vita che ancora affermava presenza, gioia. Credo sia stato importante per molti di voi pensare che aldilà della morte fisica ci potessero essere presenze che potevano accogliere, accompagnare...forse più che per voi che siete qui questa sera, per altri amici che sono passati all'interno di questo cerchio, la quale loro unica esigenza, bisogno, era proprio quello di trovare testimonianza per essere rassicurati, per essere colmati, per essere ancora chiamati per nome.
Di sicuro a voi non è bastato, la ricerca ha avuto bisogno di continuare, credendo di poter portare aldilà di quella soglia che era la morte fisica energie che potessero offrire conforto, guarigione, consolazione. Ma anche questo non è bastato e se io sono qui tra di voi all'interno di questo cerchio, in questo momento, è proprio perché il vostro bisogno era ben diverso da quello della rassicurazione, della consolazione.
Io mi pongo all'altro lato, io mi pongo prima che venisse affermata volontà di nascita, perché creare questo ponte è stato indispensabile per voi più che per me; è dare senso, è dare figura a quell'arazzo che da tanto tempo state intessendo, a volte strappando e ricucendolo per dargli motivo, trama, ma vi posso tranquillamente dire che non vi fermerete neanche lì, aldilà di quella soglia che è stata la nascita, perché in fondo il bisogno non è neanche quello.
Voi tornerete a ciò che siete qui e ora, uomini incarnati che cercano, e quando riconoscerete la dimensione che prima fu e dopo sarà, qui e ora, dentro di voi finalmente troverete soddisfazione, motivo, ausilio.
Ma finché non assoderemo attraverso la mia nascita, finché non denuderemo vera verità, quella che è la dimensione nella quale oggi io vivo e porto testimonianza all'interno di questo cerchio, finché non diverrà vera e finché io non sarò stato in grado di nascere a vita, voi non sarete capaci di tornare a ciò che voi siete qui, adesso, nel tempo della vita che voi testimoniate.
Io nascerò, ne sono certo perché lo voglio...però come già vi dissi venerdì scorso non basta la mia volontà, basta per avviare quel processo che mi porterà ad essere uomo, ma finché non ci sarà la disponibilità di qualcuno che accoglie, di qualcuno che riconosce vera la mia presenza, io non sarò in grado di nascere a vita.
Ogni giorno, ogni attimo un'anima, uno spirito si affaccia all'individualità, afferma con forza il proprio essere vivo, il proprio essere uomo...ma la mia nascita sarà la vostra occasione, la mia nascita sarà il vostro affermare verità e questo affermare verità e riconoscimento di fratellanza, questo riconoscere, questo scoprire come vero il proprio essere spirituale, vi porterà ad essere veramente qui ed ora, nel tempo che la vostra vita ha scandito.
Non so quanto tempo, non so quante cose potranno avvenire prima che ciò succeda, ma non esiste scampo, io credo. La dimensione nella quale io mi trovo non sarà per voi punto di arrivo, ripeto, però sarà un affermare verità e non sarà una verità costruita, riconosciuta, elaborata ma sarà una testimonianza vera di presenza, sarete veramente in grado di accogliere e dare motivo al mio desiderio, alla mia volontà di nascere.
Io ben so ciò che ci rende simili, ciò che ci rende fratelli, anche se io ancora non sono uomo.
Voi avete solamente intuito ciò che ci lega e ci accomuna...ma quando vi apparterrà questa certezza, questa verità, io nascerò e voi affermerete verità libera, presente, testimoniata.
So che sarà difficile per me ma sono certo della vostra presenza, sono sicuro che vi troverò, che mi accoglierete, che mi riconoscerete senza il bisogno di dare a me un nome, senza il bisogno di riconoscere lineamenti, senza il bisogno di riconoscere legami che rendano vera la mia presenza, la mia nascita. Possiamo chiamare tutto ciò “affermazione di fede”, ma se già l'avete testimoniata quando la vostra ricerca in quella dimensione che apparteneva ai morti, ai trapassati, se tranquillamente avete lasciato – se non abbandonato – la ricerca che portava in quella direzione, vuol dire che in qualche modo avete riconosciuto limitante quella direzione.
È dolce pensare al bisogno dell'uomo di riconoscere visi conosciuti, legami d'amore, di conoscenza, anche verso chi più non cammina, più non pensa, più non ti tocca, più non ti abbraccia.
È dolce pensare che un giorno anch'io possa sentire il calore di questa attenzione, il piacere di essere gioia riconosciuta.
L'aiuto che darete a me, la testimonianza che io porgerò a voi, sono semplicemente la vibrazione della consapevolezza del Divino, dell'Unico che è dentro in ognuno di noi.
Affermare verità non è affermare che esista la vita dopo la morte, affermare verità non è riconoscere che prima della vita ci fosse presenza, affermare verità è riconoscere l'Essere Unico che in tutti quanti noi agisce, testimonia, vive.
L'Essere Unico non fu prima e non sarà poi. L'Essere Unico è qui e ora.
10 maggio 2012
quattromaggio 2012
La mia presenza all'interno di questo cerchio deve per forza di cose trovare la giusta identità.
Una guida che non è in grado di rispondere alle domande che vengono a lei poste mantiene la sua definizione, il suo valore, il suo peso. Io credo che il mio ruolo all'interno di questo cerchio sia quello di colui che deve essere istruito, colui che digiuno, ignorante e inconsapevole, chiede aiuto a coloro che compagni e fratelli si pongono a confronto.
Io posso sicuramente chiedere, perché al mio chiedere esistono delle risposte legate a quelle che sono state la vita, l'esperienza, l'accaduto, il vissuto. Io ho bisogno di perdere consapevolezza, ma il timore è grande.
Nella dimensione dove non esiste spazio e tempo è costretto lo scandire del tempo, è costretta l'urgenza di un essere, di un'anima, di uno spirito che costringe il suo essere legato a catena, a degli uomini che vivono il tempo e lo spazio e lo scandire preciso, terribile, del tempo che passa.
Quando giunse per voi la possibilità di potervi incarnare doveste slegare il vostro pensare allo scorrere del tempo...ciò che è avvenuto, è avvenuto in uno spazio e in un tempo che non esistevano, dilatato all'infinito o compresso al minimo termine. Io mi trovo ad affermare volontà di incarnarmi legando questo mio divenire a nascere, ad un tempo preciso, ad un'urgenza.
Io avrò bisogno di essere aiutato, io ho bisogno di essere aiutato.
La prima domanda, il primo quesito, il primo bisogno è di cercare di comprendere perché ciò avviene qui, in questo cerchio...perché il mio nascere va a definire attenzione di questo cerchio...perché? Cosa ho portato a voi, nel vostro divenire, a questo incontro, quali risposte avete da darmi, quale verità potrete donarmi?
Sento che il mio nascere a vita creerà un vuoto, difficoltà, mancanza.......
D. (N) Da ciò che dici sembra più difficile nascere che morire...per l'uomo.
Non so cosa voglia dire morire. Potrei pensare che la mia nascita sia il passaggio attraverso la morte di ciò che io sono, attraverso un azzerare, attraverso un privare, attraverso un isolare. Sono solo.
D. (N) Penso che la solitudine sia una componente che poi accompagna tutta la nostra esistenza qui sulla terra.
Sono solo per la mia diversità, sono solo per la mia incapacità, sono solo perché so cosa lascerò.
D. (Fr) Senti il bisogno di essere riconosciuto?
La nascita di un nuovo uomo passa sempre attraverso la disponibilità di chi chi è in grado di scegliere. Così avviene per lo scorrere conosciuto e naturale della vostra esperienza riguardo alla nascita di un figlio.
La nascita di un uomo nuovo, l'incarnazione avviene certo, sì, attraverso una volontà ma questa volontà da sola non è sufficiente, esiste quasi qualcuno che offre la propria presenza a questa nascita quale mezzo, quale strumento attraverso il quale creare una nuova vita. Semplicemente una volontà non è necessariamente sola; esiste, ripeto, una disponibilità ad accogliere una nuova vita e a porsi quale custode, genitore.
Essere riconosciuto, essere cercato, essere voluto, essere desiderato...essere riconosciuto come gioia accolta... è questo che ancora manca.
So che...................................................................................................................................................
ventisetteaprile 2012
Colgo il vostro bisogno di capire, la vostra urgenza di soddisfare domande e accolgo questo vostro bisogno. Cercherò in qualche modo, per ciò che voi potete comprendere, di rispondere a queste domande. Un unico pensiero però prima: il mio obiettivo è quello di portare in voi riconoscimento, identità di ciò che voi foste e il cercare di uscire da quello che è il vostro intimo, da quello che è il vostro essere, dalla vostra individualità per approfondire conoscenza di ciò che io sono e della dimensione alla quale appartengo distrae in qualche modo questa ricerca...e distrae il mio ruolo di aiuto, di ausilio a questa ricerca.
Ripeto, io sono qui per portarvi a ritrovare ciò che avete perduto, per far sì che lo possiate affermare e riconoscere con piena tranquillità.
Comunque l'Essere Unico sicuramente ha un'individualità, l'Essere Unico può esprimere ed ha espresso volontà, non vi è dubbio. Quando la Corrente Originale, quando il movimento che tutto quanto sostiene ha avuto inizio, fu per una precisa volontà, pertanto un essere che ha affermato desiderio e volontà. Di sicuro però l'Essere Unico non aveva la scelta...e perché la scelta è così fondamentale e indispensabile quasi, al compimento di quello che era l'obiettivo che attraverso la volontà espressa si era preposto?
Io ho le caratteristiche di ciò che è l'Essere Unico e attraverso queste caratteristiche io esprimo volontà; ho piena consapevolezza della volontà e della bontà di questo mio volere. Se la Corrente Originale cessasse, se la staticità dell'Essere perdurasse, ci sarebbe un crollo di quella che io ho chiamato la Struttura, ma potrei benissimo chiamare Creazione. La Corrente Originale, attraverso il suo disequilibrare, attraverso il suo porre in movimento, crea quelle condizioni che garantiscono la solidità del Creato.
È solamente attraverso la scelta, attraverso la possibilità di scelta, attraverso il libero arbitrio, attraverso il peccato che si può dare forza a quel volano che è la Corrente Originale.
Io, per ciò che io sono ora, ho la piena certezza della bontà del mio volermi incarnare, ma perché io possa raggiungere la paternità del libero arbitrio, la possibilità di scegliere, io dovrò azzerare questa mia certa consapevolezza di essere facente parte dell'Essere unico. Se così non fosse non garantirei le condizioni affinché io possa liberamente esprimere una scelta. Se io avessi la verifica, se io avessi la certezza prima di pormi di fronte a una possibilità di libero arbitrio, io non sarei mai di fronte a quella scelta che caratterizza, che esprime, che connota, che garantisce il libero arbitrio.
Io, per ciò che io sono, per la dimensione a cui appartengo, non ho dubbi – ve lo dissi tante volte – ho visione sgombra per ciò che io sono, per ciò che attorno a me si trova, per ciò che è la Struttura...ma io dovrò perdere queste certezze se voglio veramente dare scopo e adito alla mia volontà. Se io non ho scelta voi avete la scelta di poter decidere, di poter cogliere senso in ciò che io testimonio all'interno di questo cerchio ma non avrete mai la certezza assoluta della bontà delle mie affermazioni e della verità di esse finché non avrete quella consapevolezza della matrice che si trova dentro di voi.
Io mai riuscirò a darvi la certezza di ciò; potrò solamente testimoniare ciò che io sono. A voi l'occasione, a voi il dubbio, a voi la paura, a voi il timore. Quando io realmente sarò in grado di scegliere avrò le stesse capacità, avrò i vostri stessi limiti, avrò i vostri stessi dubbi...così deve essere.
Io so qual è l'obiettivo che mi sono dato attraverso la mia incarnazione: io dovrò dare sì movimento e spinta al volano ma anche portare qualità non nell'essere giusto o nell'essere sbagliato ma qualità di testimonianza, profondità di verità del mio vivere, ricerca affannata e affannosa della libertà del mio vivere. So che se io sarò in grado di affermare queste due condizioni io porterò valore aggiunto a quello che sarà l'Essere Unico, a ciò che io sarò quando sarò essere unico.
Oggi, qui, ora so chi io sono...oggi, qui, ora, io so cosa vorrò essere, ma quando capace sarò di peccare tutto quanto svanirà e brancolerò cercando tracce di quella consapevolezza che ben certo sono che mi apparterrà, così come appartiene a voi.
Finché non avrete superato la soglia mai avrete la certa consapevolezza di chi voi siete, di chi siete stati e di chi sarete nuovamente...ma tutto ciò fa parte del gioco, è regola imprescindibile, è condizione necessaria affinché il Movimento Originale possa scandire il proprio ritmo.
Può apparire una favola, può apparire una menzogna, può apparire una verità, ma nessuno di coloro che camminano, pensano, potrà avere precisa per................................................................................
Esistono molti uomini che cercano, esistono tantissimi individui che percepiscono attraverso l'intuizione il bisogno di dare risposta ed identità; la traccia però non è al di fuori di loro, le risposte – come già io molte volte ma anche tante testimonianze di presenze all'interno di questo cerchio hanno ribadito – la traccia non si trova nel maestro, nella guida, nel custode oppure nell'Essere Supremo. La traccia che porta alla certezza di essere sulla strada giusta, la traccia che alimenta la fede, la traccia che dà energia che riscalda e illumina è dentro in ogni singolo individuo e nel tesoro che porta in sé – tesoro di consapevolezza che attraverso un atto volente è stato reso muto e cieco, incapace di testimoniare attraverso i sensi dell'uomo – è in grado di offrire energia e capacità, sicurezza e gioia, serenità e fiducia a colui che è in grado di riconoscerlo.
Io non sarò colui che vi fornirà le risposte.
25 aprile 2012
ventiaprile 2012
Perché siete nati? Perché avete deciso di nascere?
Sempre più ci stiamo avvicinando alla verità di questa domanda, al fatto che sia una domanda lecita, che sia una domanda vera, possibile. Ribadisco che non so se a questa domanda ci sia una risposta, una risposta possibile, ma di certo è una domanda che ha verità, che ha ragione di essere; se in qualche modo avete riconosciuto possibilità di presenza aldilà della soglia, aldilà del superamento dell'individualità perché qualcuno già qui ha testimoniato questa presenza: la nostra amica Clelia in fondo nella sua ultima dolce presenza all'interno di questo gruppo ha testimoniato la sua presenza reale in quella dimensione che travalica, che supera l'individualità, portando con sé le caratteristiche che erano quelle di Clelia.
Se questa testimonianza ha confortato la nostra fede in quell'essere presenti anche quando più l'individualità non sarà, la domanda che vi pongo e continuo a ripetere a voi del perché siete nati ha l'intenzione e il desiderio di portarvi là, prima di quell'incarnazione, prima di quell'affermazione di libero arbitrio che vi ha permesso di peccare di peccare e di divenire individui. È fondamentale per ciò che io desidero far sì che voi possiate assaporare la certezza di essere stati là, prima che la nascita avvenisse. So che è difficile, so che è assurdo poter pensare di cogliere figura e presenza in quella condizione; io continuerò ad invitarvi a cercare presenza prima che la scelta avvenisse.
Di certo voi decideste volenti a dover nascere e un motivo ci sarà stato. Se un motivo ci fu, una possibilità di scelta venne posta a voi e voi la affermaste attraverso una decisione libera.
Continuare a porsi il quesito, continuare a ribattere la domanda all'intenzione, il desiderio, la volontà di portarvi là dove ancora l'individuo non era definito. Ripeto, non so se esiste domanda possibile che porti una risposta, ma la domanda ha senso ad essere, è lecito che venga posta, è giusto declamarla, è utile rendere urgenza alla risposta, al quesito...una volontà ci fu, un obiettivo venne scelto.
Ciò che voi siete oggi è frutto di quella libera scelta, di quella affermazione di libero arbitrio. Trovarne traccia, cogliere l'affermazione di volontà, affermare presenza in quel momento, riconoscenza di nome, di essere. Questo mio spingerci a ciò che fu........................................
Non so quale sarà il momento che definirà con precisione, che acclamerà l'avvenuto superamento della soglia; di sicuro sarà affermare presenza in ciò che fu più che in ciò che sarà.
Esisteva individualità prima che fosse scelta....esisteva identità?
È come se questa domanda fosse posta a me. Io sono individuo. Non posseggo un nome, non posseggo possibilità di scelta, non mi viene posta.....
Se ben so chi io sarò, cosa sono io oggi, qui? Traccia di identità, ciò che voi foste, spazio che permette la vostra presenza là, dove foste?
Io non sono traccia della vostra individualità, io non sono eco dei vostri pensieri, io non sono ombra della vostra presenza.
18 aprile 2012
trediciaprile 2012
Lentamente si comincia a comprendere che le possibilità che sono date all'uomo sono legate alla visione che l'uomo può raggiungere quando riesce a staccarsi dalla propria individualità. Quando l'individualità si fa più lieve e leggera che non costringe più la mente ad essere così forte allora in quegli attimi la visione si fa più nitida e si ha la possibilità di prendere coscienza di un'altra dimensione, di avere una visione migliore, più sgombra.
Io cerco insieme a voi di comprendere tutto questo per la mia nascita perché sono certo che si possa una visione sgombra anche in una condizione diversa dalla mia. È solo la dominazione della mente il meccanismo che permette di raggiungere l'obiettivo. Anche per me è una situazione da comprendere e devo farlo attraverso voi. Anche di questo parlerò più a lungo.
Ora è tempo per me. La scrittura è più faticosa per me della parola.
Io cerco insieme a voi di comprendere tutto questo per la mia nascita perché sono certo che si possa una visione sgombra anche in una condizione diversa dalla mia. È solo la dominazione della mente il meccanismo che permette di raggiungere l'obiettivo. Anche per me è una situazione da comprendere e devo farlo attraverso voi. Anche di questo parlerò più a lungo.
Ora è tempo per me. La scrittura è più faticosa per me della parola.
21 marzo 2012
sedicimarzo 2012
Già in altre occasioni si è introdotto il discorso riguardo al male, in questo cerchio, ma il timore...il timore di conoscere intimamente come facente parte in ognuno di noi ha sempre impedito di affondare il discorso riguardo al male. Il timore di cogliere quelle caratteristiche, quei desideri, quei bisogni che appartengono all'uomo, all'individuo, ha sempre impedito di affondare – ripeto – il discorso sul male. È sempre stato più gratificante, più piacevole salutare il divino che è in noi...ma se accettiamo questa affermazione, quest'augurio, dovremo anche accettare l'augurio di salutare il maligno che è in noi, perché se certi – come certi siamo – che esista la dualità, in ognuno di noi, di voi alberga il maligno così come il divino.
L'uomo, l'essere incarnato, sempre con difficoltà ha potuto gestire questa componente che va non a combattere ma a completare la presenza del divino per creare la completezza. L'uomo, attraverso l'educazione ricevuta, attraverso le leggi e i sacramenti che hanno determinato la qualità della propria vita, ha sempre avuto difficoltà ad esprimere libertà nelle proprie scelte, condizionato da quello che era il giudizio, il pensiero e la considerazione degli altri. Ma provate a pensare quando quest'uomo potrà, attraverso la propria morte fisica, liberarsi da questi condizionamenti, da questi lacci che impediscono di esprimere libertà nell'espressione del proprio intimo: quale grande capacità, quale potenza potrebbe esprimere nella libertà della sua scelta!
Esistono codici, esistono regolamenti, esistono leggi, esistono sacramenti che determinano con precisione l'errore, l'azione cattiva, il male perseguito. Tutto ciò limita quella che è l'espressione dell'individuo, dell'essere che, se è vero come già ci siamo detti, ha anche il compito di esprimere la propria parte oscura.
Ben difficilmente l'uomo, l'essere incarnato, ha la libertà di esprimere il proprio desiderio di vivere, la propria aspirazione. Ma ripeto, pensate quale grande possibilità se, libero da questi limiti, abbia ancora il bisogno, il desiderio e l'urgenza di esprimere scelta libera; quanta compressione, quanta urgenza, quale pressione può essere liberata.
Ciò di cui avete percezione, ciò di cui avete misura, la propria vita, la vostra vita, dell'uomo che cammina e che pensa, è solamente una parte di ciò che è la vostra possibilità, la vostra testimonianza. Non è brutto, non è cattivo cercare di salutare il maligno che è in voi, cercando di liberare questo termine da tutte le parvenze, da tutti i codici, da tutti i preconcetti che lo hanno determinato così precisamente. È dolce il potere, è appagante la forza che esso ti dà.
Ma in fondo io credo che il potere più grande sia la consapevolezza di poter esprimere libertà nel proprio decidere e fintanto che il vostro decidere è costretto, limitato, delimitato da altre volontà di essere e di decidere, sempre sarà nella difficoltà di esprimere libertà...ma la morte fisica dà una grande libertà: libera limiti...non esiste più la parvenza di ottenere potere attraverso le cose ma il vero grande potere sarà quello di esprimere libertà, senza timore di mascherare, senza timore di coprire, dissimulare.
Io credo che l'uomo, l'individuo, possa ricercare l'immortalità e che sia affascinante credere in questa possibilità.
Il gioco si espande e il disegno svela trame che non erano percepibili ma l'uomo nel suo essere spirituale è consapevole di poter essere libero nella propria scelta e , certo di questa consapevolezza, attende, lavora perché questa libertà possa manifestarsi, godendo potenza.
È difficile per un uomo che ha vissuto parte della propria vita arrendersi, cedere la propria individualità e il proprio controllo in favore di qualcosa nel quale non viene riconosciuta presenza, partecipazione. In fondo il cercare visione, il cercare verità e spiegazione è nella direzione che l'uomo pone nel proprio futuro, nel proprio divenire, ma di proposito ho cercato di riportarvi là quando la scelta avvenne, quando l'Essere Unico e l'individualità presente in esso affermò il desiderio di nascere, di essere individuo, perché è là la consapevolezza.
Riacquistare possesso, misura, ricordo e radice in quella che fu la condizione prima della scelta porta ausilio e aiuto alla comprensione di ciò che vi aspetta.
Appare sciocco e inutile andare a ritroso pensando di trovare nella vostra giovinezza, nel vostro essere bimbi, misura e conoscenza che aiuti la visione del vostro divenire, ma ciò è facile e di sicuro meno complesso e travagliato che cercare di svelare , cercare di vedere ciò che sarà.
Il futuro non ha una definizione precisa, la variabile che porta al mutare delle possibilità è grande, è legata a quel libero arbitrio di cui tanto parliamo...ma ciò che è avvenuto, ciò che è già stato, ciò che fu non può mutare, afferma visione precisa, immutabile, avvenuta, compiuta.
Cercare ricordo, consapevolezza, scuotere con la domanda del perché nasceste crea vibrazione giusta, crea occasione propizia e risposte affermate. Squarciare il futuro, vedere aldilà di ciò che noi siamo ora, è fallace. Grazie a Dio ciò che vi attende, ciò che avverrà per voi, avrà la possibilità della scelta, avrà la definizione del vostro desiderio, avrà la misura del vostro essere lì.
Non cercherò mai di portarvi là dove è il futuro perché le risposte non ci sono, verità non esistono.
Ciò che è saldo, ciò che è solido, ciò che è accettato ed affermato già è dentro di voi ed è proprio nella ricerca di questo bagaglio, di questa consapevolezza e coscienza, che darà risposta, che darà alimento al vostro cercare; tracce che inconsapevoli agiscono, risposte ed intuizioni che aiutano, facilitano il vostro scegliere, il vostro indirizzare cammino.
Dentro in ognuno di noi esiste la matrice, esiste la verità, esiste l'identità. Non potrete afferrarla, coglierla mentre accanto a voi sfila; già la possedete, la completezza è già stata tempo per voi e condizione precisa, in voi esiste la consapevolezza della qualità e dell'equilibrio....tragitto utile nel farlo emergere, qualità è afferrarlo ed esprimerlo. Guardate con attenzione, con disponibilità, con curiosità il vostro intimo; esiste un essere che vi conosce, dovete solamente imparare a sentirvi riconosciuti.
Riconoscere solamente ciò che ci piace, allontanando e negando ciò che non ci soddisfa di noi stessi è scappare, è fuggire, è negare, è prendere tempo, è tergiversare, è girare in tondo.
Saluto il maligno che è in voi accanto a quel divino che così chiaro, così caldo, così riconosciuto brilla in voi. Il maligno non sono le azioni che avete compiuto, il maligno non sono gli errori che avete snocciolato...il maligno è il bisogno di potenza, è la presunzione di potere utilizzando strumenti che non sono in grado di farlo...il potere è in voi.
Il vostro continuamente impedire che esso possa, cercando un potere che non vi appartiene, logora.
Basta.....non deve essere un mio bisogno il mio dire riguardo i contorni di quella luce che brilla in voi.
L'uomo, l'essere incarnato, sempre con difficoltà ha potuto gestire questa componente che va non a combattere ma a completare la presenza del divino per creare la completezza. L'uomo, attraverso l'educazione ricevuta, attraverso le leggi e i sacramenti che hanno determinato la qualità della propria vita, ha sempre avuto difficoltà ad esprimere libertà nelle proprie scelte, condizionato da quello che era il giudizio, il pensiero e la considerazione degli altri. Ma provate a pensare quando quest'uomo potrà, attraverso la propria morte fisica, liberarsi da questi condizionamenti, da questi lacci che impediscono di esprimere libertà nell'espressione del proprio intimo: quale grande capacità, quale potenza potrebbe esprimere nella libertà della sua scelta!
Esistono codici, esistono regolamenti, esistono leggi, esistono sacramenti che determinano con precisione l'errore, l'azione cattiva, il male perseguito. Tutto ciò limita quella che è l'espressione dell'individuo, dell'essere che, se è vero come già ci siamo detti, ha anche il compito di esprimere la propria parte oscura.
Ben difficilmente l'uomo, l'essere incarnato, ha la libertà di esprimere il proprio desiderio di vivere, la propria aspirazione. Ma ripeto, pensate quale grande possibilità se, libero da questi limiti, abbia ancora il bisogno, il desiderio e l'urgenza di esprimere scelta libera; quanta compressione, quanta urgenza, quale pressione può essere liberata.
Ciò di cui avete percezione, ciò di cui avete misura, la propria vita, la vostra vita, dell'uomo che cammina e che pensa, è solamente una parte di ciò che è la vostra possibilità, la vostra testimonianza. Non è brutto, non è cattivo cercare di salutare il maligno che è in voi, cercando di liberare questo termine da tutte le parvenze, da tutti i codici, da tutti i preconcetti che lo hanno determinato così precisamente. È dolce il potere, è appagante la forza che esso ti dà.
Ma in fondo io credo che il potere più grande sia la consapevolezza di poter esprimere libertà nel proprio decidere e fintanto che il vostro decidere è costretto, limitato, delimitato da altre volontà di essere e di decidere, sempre sarà nella difficoltà di esprimere libertà...ma la morte fisica dà una grande libertà: libera limiti...non esiste più la parvenza di ottenere potere attraverso le cose ma il vero grande potere sarà quello di esprimere libertà, senza timore di mascherare, senza timore di coprire, dissimulare.
Io credo che l'uomo, l'individuo, possa ricercare l'immortalità e che sia affascinante credere in questa possibilità.
Il gioco si espande e il disegno svela trame che non erano percepibili ma l'uomo nel suo essere spirituale è consapevole di poter essere libero nella propria scelta e , certo di questa consapevolezza, attende, lavora perché questa libertà possa manifestarsi, godendo potenza.
È difficile per un uomo che ha vissuto parte della propria vita arrendersi, cedere la propria individualità e il proprio controllo in favore di qualcosa nel quale non viene riconosciuta presenza, partecipazione. In fondo il cercare visione, il cercare verità e spiegazione è nella direzione che l'uomo pone nel proprio futuro, nel proprio divenire, ma di proposito ho cercato di riportarvi là quando la scelta avvenne, quando l'Essere Unico e l'individualità presente in esso affermò il desiderio di nascere, di essere individuo, perché è là la consapevolezza.
Riacquistare possesso, misura, ricordo e radice in quella che fu la condizione prima della scelta porta ausilio e aiuto alla comprensione di ciò che vi aspetta.
Appare sciocco e inutile andare a ritroso pensando di trovare nella vostra giovinezza, nel vostro essere bimbi, misura e conoscenza che aiuti la visione del vostro divenire, ma ciò è facile e di sicuro meno complesso e travagliato che cercare di svelare , cercare di vedere ciò che sarà.
Il futuro non ha una definizione precisa, la variabile che porta al mutare delle possibilità è grande, è legata a quel libero arbitrio di cui tanto parliamo...ma ciò che è avvenuto, ciò che è già stato, ciò che fu non può mutare, afferma visione precisa, immutabile, avvenuta, compiuta.
Cercare ricordo, consapevolezza, scuotere con la domanda del perché nasceste crea vibrazione giusta, crea occasione propizia e risposte affermate. Squarciare il futuro, vedere aldilà di ciò che noi siamo ora, è fallace. Grazie a Dio ciò che vi attende, ciò che avverrà per voi, avrà la possibilità della scelta, avrà la definizione del vostro desiderio, avrà la misura del vostro essere lì.
Non cercherò mai di portarvi là dove è il futuro perché le risposte non ci sono, verità non esistono.
Ciò che è saldo, ciò che è solido, ciò che è accettato ed affermato già è dentro di voi ed è proprio nella ricerca di questo bagaglio, di questa consapevolezza e coscienza, che darà risposta, che darà alimento al vostro cercare; tracce che inconsapevoli agiscono, risposte ed intuizioni che aiutano, facilitano il vostro scegliere, il vostro indirizzare cammino.
Dentro in ognuno di noi esiste la matrice, esiste la verità, esiste l'identità. Non potrete afferrarla, coglierla mentre accanto a voi sfila; già la possedete, la completezza è già stata tempo per voi e condizione precisa, in voi esiste la consapevolezza della qualità e dell'equilibrio....tragitto utile nel farlo emergere, qualità è afferrarlo ed esprimerlo. Guardate con attenzione, con disponibilità, con curiosità il vostro intimo; esiste un essere che vi conosce, dovete solamente imparare a sentirvi riconosciuti.
Riconoscere solamente ciò che ci piace, allontanando e negando ciò che non ci soddisfa di noi stessi è scappare, è fuggire, è negare, è prendere tempo, è tergiversare, è girare in tondo.
Saluto il maligno che è in voi accanto a quel divino che così chiaro, così caldo, così riconosciuto brilla in voi. Il maligno non sono le azioni che avete compiuto, il maligno non sono gli errori che avete snocciolato...il maligno è il bisogno di potenza, è la presunzione di potere utilizzando strumenti che non sono in grado di farlo...il potere è in voi.
Il vostro continuamente impedire che esso possa, cercando un potere che non vi appartiene, logora.
Basta.....non deve essere un mio bisogno il mio dire riguardo i contorni di quella luce che brilla in voi.
13 marzo 2012
novemarzo 2012
Morire a sé stessi. Cogliere senso in questa frase affermata da coloro che furono in grado di intravedere la possibilità.
Morire a sé stessi. In fondo è ciò che il nostro cerchio, il nostro gruppo, attraverso il corpo comune ha da sempre desiderato realizzare.
Morire a sé stessi, cedendo a coloro che si riconoscono simili e fratelli, in un luogo protetto, in uno spazio ben definito....
Morire a sé stessi cedendo il controllo, l'affermazione della propria vita in funzione di qualcosa che superi l'individuo.
In fondo il corpo comune è tutto ciò...ma com'è possibile arrivare ad accettare la morte quale strumento e possibilità, quale varco?
Non esistono denominatori, non esistono modelli attraverso i quali poter affermare di aver raggiunto la creazione del corpo comune. In fondo cedere, in fondo superare la propria individualità, cedere podestà, cedere possibilità, è un timore grande. Morire a sé stessi per poi tornare a vivere in quella condizione che era l'essere uomo...morire a sé stessi non è cedere presenza...
Attraverso l'uomo, che padrone della propria possibilità, del proprio libero arbitrio sceglie, afferma e persegue il male...proprio attraverso quest'uomo l'Essere unico potrà affermare la sua presenza, la sua integrità e la propria unità; attraverso l'uomo che sceglie e persegue il male, l'Essere Unico porta il buio a compimento...l'Essere Unico deve affermare e riconoscere come facente parte anche il male. Il male, in fondo, è semplicemente la negazione della luce, che proprio per il fatto che è luce provoca e connota ciò che è il buio, il male.
La consapevolezza di questa dimensione passa attraverso l'affermazione e l'accettazione di ciò che non è luce, di ciò che vela e nasconde, di ciò che mente e distorce.
L'Essere Unico avrà affermato sé stesso solo e unicamente quando una parte di sé stesso affermerà la possibilità lecita e consentita di scegliere, affermare e perseguire il male. In fondo possiamo affermare che il bisogno dell'Essere Unico nella propria incarnazione è proprio questo riconoscere...
E' forse questa lacuna che crea il movimento che mai cessa.
Ero blasfemo ad affermare che la funzione dell'uomo, dell'incarnazione, sia semplicemente l'affermazione della presenza e dell'essenza del male.
Il buio e il male esistono solamente se scelti, affermati e perseguiti.
La lacuna, l'incompletezza, è data dall'incapacità.
Non è affermando nascita che si crea e si determina, materializzandolo, il male. La bontà della distorsione in fondo non è altro che provocare movimento. È sciocco pensare che il compito dell'uomo attraverso la sua incarnazione sia prima affermare e poi negare e rifiutare ciò che è male, ciò che è buio. È il limite che avvita su sé stessa l'evoluzione, crea circolo vizioso, è il cane che si morde la coda, il paravento che distoglie l'attenzione da ciò che è il vero divenire.
Affermare la propria parte buia, cattiva e maligna, è cercare completezza, integrità. La dimensione fisica dell'incarnazione dell'uomo è il volano che mantiene il movimento, è ciò che mi affascina del vostro mondo, è ciò che attira il desiderio mio per l'incarnazione: credere di poter imprimere maggior inerzia.
Colui che viene chiamato maligno è il vero motore, è la vera dinamo. Negare l'Essere Unico è la vera distorsione...negare l'Essere Unico incrina lo specchio.
Può l'uomo nella propria individualità perseguire l'immortalità se non è la morte fisica che ferma e termina l'occasione?
Qual è lo spunto che trapassa, il traguardo che permette la vera morte? Può l'uomo, nella sua veste incarnata, perseguire l'immortalità?
È un gioco curioso, è un affascinante dedalo che prolunga e dilata la possibilità di volere e di potere. Liberarsi dal peso, in fondo, non porta semplicemente al superamento della condizione fisica e materiale ma può dare un potere più sottile.
Facile trovare consenso, facile trovare energie.....................................................................................
Morire a sé stessi. In fondo è ciò che il nostro cerchio, il nostro gruppo, attraverso il corpo comune ha da sempre desiderato realizzare.
Morire a sé stessi, cedendo a coloro che si riconoscono simili e fratelli, in un luogo protetto, in uno spazio ben definito....
Morire a sé stessi cedendo il controllo, l'affermazione della propria vita in funzione di qualcosa che superi l'individuo.
In fondo il corpo comune è tutto ciò...ma com'è possibile arrivare ad accettare la morte quale strumento e possibilità, quale varco?
Non esistono denominatori, non esistono modelli attraverso i quali poter affermare di aver raggiunto la creazione del corpo comune. In fondo cedere, in fondo superare la propria individualità, cedere podestà, cedere possibilità, è un timore grande. Morire a sé stessi per poi tornare a vivere in quella condizione che era l'essere uomo...morire a sé stessi non è cedere presenza...
Attraverso l'uomo, che padrone della propria possibilità, del proprio libero arbitrio sceglie, afferma e persegue il male...proprio attraverso quest'uomo l'Essere unico potrà affermare la sua presenza, la sua integrità e la propria unità; attraverso l'uomo che sceglie e persegue il male, l'Essere Unico porta il buio a compimento...l'Essere Unico deve affermare e riconoscere come facente parte anche il male. Il male, in fondo, è semplicemente la negazione della luce, che proprio per il fatto che è luce provoca e connota ciò che è il buio, il male.
La consapevolezza di questa dimensione passa attraverso l'affermazione e l'accettazione di ciò che non è luce, di ciò che vela e nasconde, di ciò che mente e distorce.
L'Essere Unico avrà affermato sé stesso solo e unicamente quando una parte di sé stesso affermerà la possibilità lecita e consentita di scegliere, affermare e perseguire il male. In fondo possiamo affermare che il bisogno dell'Essere Unico nella propria incarnazione è proprio questo riconoscere...
E' forse questa lacuna che crea il movimento che mai cessa.
Ero blasfemo ad affermare che la funzione dell'uomo, dell'incarnazione, sia semplicemente l'affermazione della presenza e dell'essenza del male.
Il buio e il male esistono solamente se scelti, affermati e perseguiti.
La lacuna, l'incompletezza, è data dall'incapacità.
Non è affermando nascita che si crea e si determina, materializzandolo, il male. La bontà della distorsione in fondo non è altro che provocare movimento. È sciocco pensare che il compito dell'uomo attraverso la sua incarnazione sia prima affermare e poi negare e rifiutare ciò che è male, ciò che è buio. È il limite che avvita su sé stessa l'evoluzione, crea circolo vizioso, è il cane che si morde la coda, il paravento che distoglie l'attenzione da ciò che è il vero divenire.
Affermare la propria parte buia, cattiva e maligna, è cercare completezza, integrità. La dimensione fisica dell'incarnazione dell'uomo è il volano che mantiene il movimento, è ciò che mi affascina del vostro mondo, è ciò che attira il desiderio mio per l'incarnazione: credere di poter imprimere maggior inerzia.
Colui che viene chiamato maligno è il vero motore, è la vera dinamo. Negare l'Essere Unico è la vera distorsione...negare l'Essere Unico incrina lo specchio.
Può l'uomo nella propria individualità perseguire l'immortalità se non è la morte fisica che ferma e termina l'occasione?
Qual è lo spunto che trapassa, il traguardo che permette la vera morte? Può l'uomo, nella sua veste incarnata, perseguire l'immortalità?
È un gioco curioso, è un affascinante dedalo che prolunga e dilata la possibilità di volere e di potere. Liberarsi dal peso, in fondo, non porta semplicemente al superamento della condizione fisica e materiale ma può dare un potere più sottile.
Facile trovare consenso, facile trovare energie.....................................................................................
